Cavi dati Bluemed e Equinix e hub digitale


Cavo sottomarino
  • 03 Set, 2021

Le infrastrutture per la comunicazione di dati sono critiche quanto strade e ferrovie.

Genova ha una ricca storia nel commercio marittimo ed è ora posizionata in modo da essere un punto strategico nella mappa globale dei cavi sottomarini: i recenti annunci dell’approdo a Genova di cavi intercontinentali rappresentano un’importante opportunità per la città. 

Nel 2019, Telecom Italia Sparkle ha annunciato il suo investimento per la realizzazione di BlueMed, cavo sottomarino multifibra che collegherà Palermo con Genova.

Il nuovo cavo attraverserà il Mar Tirreno collegando il Sicily Hub di Sparkle a Palermo –connesso con diciotto cavi internazionali – con la nuova stazione di atterraggio di Genova, direttamente collegata al ricco ecosistema digitale di Milano. BlueMed includerà anche diverse ramificazioni nel Mar Tirreno ed è progettata per supportare ulteriori estensioni a sud della Sicilia. Con una capacità fino a 240 Tbps e lungo circa 1.000 km, BlueMed fornirà connettività avanzata tra Medio Oriente, Africa, Asia e gli hub continentali europei con una latenza ridotta del 50% rispetto ai cavi terrestri che collegano la Sicilia con Milano.

Nel 2021, Equinix e Vodafone hanno presentato il progetto per costruire un nuovo hub di attracco per cavi sottomarini a Genova e per la costruzione di un data center, denominato GN1. Vodafone, capofila del consorzio per gli approdi europei, farà attraccare il sistema di cavi 2Africa a Genova usando la struttura GN1 come punto di interconnessione strategico, favorendo una connettività più efficiente e contribuendo a costruire una società digitale inclusiva per tutti. GN1 fornirà una capacità di 150 cabinet equivalenti, uno spazio di colocation di circa 600 metri quadrati utilizzando il 100% di energia rinnovabile. 2Africa rappresenta uno dei più grandi progetti al mondo nell’ambito dei cavi sottomarini per le telecomunicazioni, e coinvolge nel gruppo aziende partner come China Mobile International, Facebook, MTN GlobalConnect, Orange, stc, Telecom Egypt, Vodafone e WIOCC.

Il sistema di cavi supporterà la digitalizzazione in tutto il continente africano contribuendo a una maggiore capacità, qualità e disponibilità di connettività Internet tra l’Africa e il resto del mondo.

Il progetto 2Africa prevede la circumnavigazione del continente africano, collegando direttamente 16 Paesi all’Europa e al Medio Oriente. Questo fornirà l’indispensabile capacità e affidabilità di Internet, sostenendo l’ulteriore crescita del 4G, del 5G e dell’accesso a banda larga fissa per centinaia di milioni di persone. Il progetto guiderà anche la crescita di economie sempre più digitalizzate in tutta Europa, rafforzando la connettività tra i Paesi europei. Inoltre, collegando Spagna e Portogallo direttamente a Genova e Milano, il sistema eviterà i colli di bottiglia in fibra che si verificano naturalmente tra Francia e Spagna.

L’arrivo di 2Africa nel nuovo sito di Genova e la connessione diretta con Milano fa sì che GN1 offra una nuova opzione alternativa, complementare e diversificata, per l’area mediterranea. Si prevede che 2Africa fornirà più della capacità totale combinata di tutti i cavi sottomarini che attualmente servono l’Africa.

Aziende come Google, Amazon, Oracle e Facebook prevedono di acquistare una larga parte della capacità dei cavi per attività quali cloud computing, gestione di big data e video. Genova sarà la via preferenziale di accesso digitale per nuovi cavi sottomarini, tra sponde sud e nord del Mediterraneo; ciò offrirà alle imprese un vantaggio competitivo che porterà alla creazione di posti di lavoro qualificato e contribuirà alla creazione di una società digitale inclusiva per tutti.

Genova, quindi, oltre ad essere un grande porto navale sia merci che turistico, si sta posizionando per divenire un altrettanto strategico porto digitale d’Europa, svolgendo un ruolo chiave nel trasferimento dei dati a livello globale. GN1 offrirà ai clienti servizi di colocation e interconnessione sicuri e resilienti, oltre alla possibilità di sfruttare direttamente gli ecosistemi digitali e le strutture di colocation di Equinix in Italia ed in Europa. Ciò sarà fondamentale per aiutare a costruire una società digitale pronta per i servizi che richiedono una grande quantità di trasferimento dati, come il cloud computing o i video. Equinix ospita quasi 3.000 fornitori di servizi cloud e IT sulla propria piattaforma globale e può supportare i sistemi di cavi sottomarini in 40 aree metropolitane in tutto il mondo. Quando i sistemi di cavi sottomarini sono collegati agli ecosistemi cloud e content sulla Piattaforma Equinix®, gli utenti possono accedere a una varietà di servizi cloud scalabili quasi ovunque ne abbiano bisogno.

Solo il progetto Gn1 porterà nel capoluogo ligure investimenti per 21 milioni di euro. Emmanuel Becker, Managing Director, Italy, Equinix, ha spiegato che “L’Italia è un importante mercato in crescita per Equinix in EMEA, in quanto è un punto di interconnessione strategico per la regione”.

Background

L’obiettivo strategico dovrebbe muoversi sulla falsariga del caso Marsiglia: quello di riportare il posizionamento dell’Italia quale approdo principale per le rotte del Mediterraneo nell’arco dei prossimi tre anni (in questo caso in alternativa e supporto a Marsiglia). Consideriamo quanto fatto dal governo francese a partire dal 2014-15. Il progetto Aix-Marseille French Tech, parte del progetto French Tech, mira a rilanciare la città. Marsiglia è da sempre considerata una città problematica: l’arrivo dei cavi sottomarini e gli investimenti del gruppo Interxion dimostrano come anche zone disagiate, con elevati tassi di disoccupazione e criminalità, possano avere una rinascita proprio grazie all’innovazione digitale.


Secondo l’Indice di Interconnessione Globale, uno studio di mercato recentemente pubblicato da Equinix, prevede che la larghezza di banda complessiva di interconnessione — la misura della connettività privata per il trasferimento di dati tra organizzazioni — raggiungerà un tasso di crescita annuale composto del 45% (CAGR) dal 2019 al 2023, a livello globale. La crescita prevista è guidata dalla trasformazione digitale e da una maggiore richiesta da parte delle imprese di estendere la propria infrastruttura digitale da sedi centralizzate a location distribuite.

In una intervista al Corriere Emmanuel Becker, manager director del colosso di data center Equinix aveva sottolineato la necessità per il nostro Paese di dotarsi di «porti digitali». Punti di approdo per i cavi sottomarini a fibra ottica dove transitano i miliardi di miliardi di dati di Internet. Dove transitano gli scambi di comunicazione tra Paesi, i dati ultra-sensibili di istituzioni ed aziende strategiche. Per la particolare posizione geografica «il nostro Paese potrebbe tramutarsi nella Singapore d’Europa, una piattaforma di transito dati anche per il Medio Oriente fino all’India e verso l’Africa». 


Un’opportunità storica per l’economia italiana perché i porti digitali darebbero «un accesso privilegiato a tutti questi mercati dando un vantaggio competitivo a qualunque impresa italiana in termini di export accelerando anche lo sviluppo digitale dell’Europa. Attualmente lo snodo principale che ospita la gran parte del traffico dati europeo è l’hub di Marsiglia. Molte ricerche internet finiscono quindi per transitare dalla Francia aumentando il tempo di latenza. In più realizzare hub analoghi in Italia potrebbe creare nuove opportunità di lavoro. Le aziende hanno bisogno di personale qualificato attorno a questi snodi strategici di connettività».

 

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